{"id":989,"date":"2026-05-08T20:56:04","date_gmt":"2026-05-08T20:56:04","guid":{"rendered":"https:\/\/vaphoto.it\/home\/?p=989"},"modified":"2026-05-08T20:59:14","modified_gmt":"2026-05-08T20:59:14","slug":"aperol-spritz-storia-origini-economia-food-beverage","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vaphoto.it\/home\/aperol-spritz-storia-origini-economia-food-beverage\/","title":{"rendered":"Aperol Spritz: storia, origini e il suo ruolo nell&#8217;economia del food &amp; beverage italiano"},"content":{"rendered":"\n<p>C&#8217;\u00e8 un bicchiere che negli ultimi vent&#8217;anni ha cambiato la forma dell&#8217;aperitivo italiano \u2014 e, insieme, una fetta considerevole del mercato food &amp; beverage europeo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel bicchiere \u00e8 arancione, ha un gambo lungo, dentro c&#8217;\u00e8 ghiaccio e una fetta d&#8217;arancia. Lo si vede sui tavolini dei centri storici, sulle terrazze di mare, nelle serie TV internazionali come <em>The White Lotus<\/em> e <em>Emily in Paris<\/em>, nei bar di New York, Berlino, Tokyo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 l&#8217;Aperol Spritz. E la sua storia \u00e8 molto pi\u00f9 lunga \u2014 e pi\u00f9 interessante \u2014 di quanto sembri.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/vaphoto.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/NZ71945-1024x683.jpg\" alt=\"aperitivo italiano \u2014 fotografia food professionale by Andrea Ventura, VA Photo Sicilia\" class=\"wp-image-991\" srcset=\"https:\/\/vaphoto.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/NZ71945-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/vaphoto.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/NZ71945-300x200.jpg 300w, https:\/\/vaphoto.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/NZ71945-768x512.jpg 768w, https:\/\/vaphoto.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/NZ71945-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/vaphoto.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/NZ71945.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le origini: tutto comincia con i soldati austriaci<\/h2>\n\n\n\n<p>Per capire da dove viene l&#8217;Aperol Spritz, bisogna fare un passo indietro di due secoli.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento, dopo il Congresso di Vienna del 1815, il Veneto pass\u00f2 sotto il controllo dell&#8217;Impero Asburgico. I soldati e i funzionari austriaci che si stabilirono nella regione si scontrarono presto con un problema: i vini locali erano buoni, ma decisamente pi\u00f9 alcolici di quanto fossero abituati. La soluzione fu semplice e pragmatica \u2014 spruzzarci dentro un po&#8217; d&#8217;acqua frizzante.<\/p>\n\n\n\n<p>In tedesco, &#8220;spruzzare&#8221; si dice <em>spritzen<\/em>. Da qui, il nome.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa abitudine si radic\u00f2 velocemente nella popolazione locale, e la ricetta originale dello spritz rimase a lungo questa: vino bianco veneto allungato con acqua frizzante o seltz. Niente bitter, niente arancia. <br>Semplice, rinfrescante, ad alto grado di adattabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1919: nasce l&#8217;Aperol a Padova<\/h2>\n\n\n\n<p>Il 21 luglio 1919 si tenne la prima Fiera Campionaria di Padova. Fra i prodotti presentati c&#8217;era una nuova bevanda color arancio, dal sapore dolce-amaro, con una gradazione di soli 11 gradi \u2014 bassa per l&#8217;epoca.<\/p>\n\n\n\n<p>Si chiamava Aperol, e a crearlo erano stati due fratelli padovani: Luigi e Silvio Barbieri.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"524\" src=\"https:\/\/vaphoto.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/img-manifesti-aperol.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-992\" srcset=\"https:\/\/vaphoto.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/img-manifesti-aperol.webp 700w, https:\/\/vaphoto.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/img-manifesti-aperol-300x225.webp 300w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La storia dietro la ricetta \u00e8 curiosa. Luigi aveva trascorso un periodo di convalescenza a Cortina nel 1918, raccogliendo erbe e piante di montagna che sarebbero poi diventate la base del nuovo aperitivo. Silvio, invece, aveva viaggiato a Parigi, dove aveva osservato la tradizione francese dell&#8217;<em>ap\u00e9ro<\/em> \u2014 un amaro leggero da bere prima di mangiare, con gradazione contenuta e funzione appetitosa. Dal termine francese <em>ap\u00e9ro<\/em> sarebbe nato proprio il nome <em>Aperol<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricetta definitiva \u2014 scorze di agrumi dolci e amari, rabarbaro, radice di genziana, erbe aromatiche \u2014 rimane segreta ancora oggi. Ma il prodotto che ne usc\u00ec fu immediatamente riconoscibile per il suo colore arancione intenso, destinato a diventare un&#8217;identit\u00e0 visiva potentissima.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lo spritz moderno: la svolta degli anni Cinquanta<\/h2>\n\n\n\n<p>Per decenni Aperol e spritz rimasero due cose separate.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo spritz veneto continuava a essere fatto con vino bianco e acqua frizzante, con qualche variante locale. L&#8217;Aperol si consumava da solo, allungato con acqua o seltz, ed era una bevanda popolare soprattutto tra le donne \u2014 complici le campagne pubblicitarie degli anni Trenta che lo presentavano come un aperitivo leggero, addirittura favorevole alla linea.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu nel corso degli anni Cinquanta, nel pieno del boom economico italiano, che le due tradizioni si fusero. A Venezia e Padova nacque l&#8217;abitudine di &#8220;macchiare&#8221; lo spritz con il bitter \u2014 Aperol a Padova, Select (il bitter dei Fratelli Pilla, fondato a Venezia nel 1920) nella versione lagunare. La ricetta che conosciamo oggi \u2014 prosecco, Aperol, soda, arancia \u2014 prese forma in questo periodo, anche se per trovare il prosecco al posto del vino fermo bisogner\u00e0 aspettare i primi anni 2000.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello stesso decennio, l&#8217;Aperol debutt\u00f2 al <em>Carosello<\/em> televisivo. L&#8217;attore Tino Buazzelli portandosi la mano alla fronte pronunciava le parole <em>&#8220;Ah, Aperol!&#8221;<\/em>, entrando nell&#8217;immaginario collettivo di un paese che stava scoprendo la televisione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"1965 Aperol - Tino Buazzelli\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Ql5SyYgzSHs?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2003: Campari compra Aperol e cambia tutto<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel 1991, la famiglia Barbieri aveva ceduto l&#8217;azienda per 30 miliardi di lire alla Cantrell &amp; Cochraine di Dublino, che aveva spostato la produzione da Padova a Canale d&#8217;Alba. Ma \u00e8 con l&#8217;acquisizione da parte del Gruppo Campari nel dicembre 2003 che inizia la vera trasformazione globale dell&#8217;Aperol.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;epoca dell&#8217;acquisizione, il fatturato di Aperol era inferiore ai 50 milioni di euro, e la distribuzione si limitava sostanzialmente al Veneto e al Nord Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Campari aveva una visione precisa: puntare sull&#8217;aperitivo come fenomeno culturale e non solo come prodotto. A partire dal 2009 struttur\u00f2 una strategia centrata sul rito dell&#8217;aperitivo italiano \u2014 leggerezza, convivialit\u00e0, ora del giorno, sociabilit\u00e0. E scelse lo Spritz come veicolo principale per portare Aperol fuori dai confini italiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Il metodo fu sofisticato. Campari identific\u00f2 bar chiave nei quartieri pi\u00f9 vivaci delle citt\u00e0 europee \u2014 Berlino, Vienna, Amsterdam, Parigi \u2014 form\u00f2 i barman sulla preparazione dello Spritz perfetto e invest\u00ec in una presenza visiva capillare. Negli Stati Uniti spinse ancora oltre: pag\u00f2 gruppi di persone per frequentare i locali pi\u00f9 trendy di New York, San Francisco e Miami e ordinare Spritz, creando un effetto di emulazione e curiosit\u00e0 intorno al misterioso cocktail arancione che tutti sembravano amare.<\/p>\n\n\n\n<p>La strategia funzion\u00f2 in modo straordinario.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I numeri: un fenomeno economico senza precedenti<\/h2>\n\n\n\n<p>I dati raccontano una storia difficile da immaginare nel 2003.<\/p>\n\n\n\n<p>Dallo stabilimento di Novi Ligure \u2014 il principale polo produttivo globale di Aperol \u2014 escono oggi circa 360 milioni di bottiglie l&#8217;anno. Quando Campari acquis\u00ec il brand, ne uscivano 30 milioni. Un aumento di 12 volte in vent&#8217;anni, con una nuova linea produttiva inaugurata nel 2024 progettata per portare la capacit\u00e0 a circa 200 milioni di litri annui.<\/p>\n\n\n\n<p>Aperol \u00e8 il prodotto pi\u00f9 venduto del Gruppo Campari a livello globale, con una quota che sfiora il 24% del fatturato totale. Nel 2023 ha registrato una crescita del 23% nel mondo. Il Gruppo Campari nel 2024 ha raggiunto i 3 miliardi di euro di ricavi \u2014 partendo da circa 600 milioni nell&#8217;anno dell&#8217;acquisizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l&#8217;impatto non si misura solo nel fatturato di una singola azienda. Secondo un&#8217;analisi del Sole 24 Ore basata su dati Nomisma e Mediobanca, la cosiddetta <em>Spritz economy<\/em> vale in Italia circa 4,3 miliardi di euro \u2014 un numero che comprende non solo il bitter, ma tutto l&#8217;ecosistema che gli ruota attorno: prosecco, acqua frizzante, stuzzichini, locali dell&#8217;aperitivo, indotto della ristorazione.<\/p>\n\n\n\n<p>In Italia si consumano ogni giorno circa 3 milioni di Spritz. Nel 2023 l&#8217;Aperol Spritz \u00e8 entrato per la prima volta nella top 10 dei cocktail pi\u00f9 consumati negli Stati Uniti. Nel mondo \u00e8 stabilmente l&#8217;ottavo cocktail pi\u00f9 ordinato al bar.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa ha insegnato l&#8217;Aperol Spritz al settore food &amp; beverage<\/h2>\n\n\n\n<p>La storia dell&#8217;Aperol Spritz non \u00e8 solo la storia di un cocktail. \u00c8 un caso di studio su come un prodotto con una storia autentica possa essere riletto, riposizionato e trasportato in un mercato globale senza perdere la propria identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono alcune lezioni che vale la pena sottolineare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il colore come linguaggio<\/strong> Il colore arancione dell&#8217;Aperol \u00e8 probabilmente uno degli asset pi\u00f9 potenti della storia del branding alimentare italiano. \u00c8 riconoscibile a distanza, \u00e8 caldo, \u00e8 fotogenico. <br>Non \u00e8 un caso che il bicchiere da vino con stelo ricolmo di Spritz sia diventato uno degli elementi pi\u00f9 fotografati sui social media prima ancora che Instagram esistesse come piattaforma. <br>Campari ha capitalizzato su questa identit\u00e0 visiva con una coerenza assoluta per decenni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il rito, non il prodotto<\/strong> La comunicazione di Aperol non ha mai venduto un bitter. Ha venduto un momento: l&#8217;aperitivo. Il calice tra le mani alle sei di sera, gli amici intorno al tavolo, la citt\u00e0 che si ferma. Questa scelta di comunicare un&#8217;esperienza piuttosto che un prodotto \u00e8 stata determinante per la diffusione internazionale del brand, in paesi dove il concetto di aperitivo non esisteva.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La bassa gradazione come vantaggio competitivo<\/strong> Silvio Barbieri aveva intuito nel 1919 che un aperitivo a bassa gradazione \u2014 11 gradi \u2014 poteva rispondere a un bisogno reale. <br>Cento anni dopo, quella stessa caratteristica si \u00e8 rivelata perfettamente allineata alla tendenza globale verso consumi pi\u00f9 moderati e consapevoli. <br>Una visione da imprenditore, non da trend-follower.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il modello che ogni ristoratore pu\u00f2 studiare<\/h2>\n\n\n\n<p>Per chi lavora nella ristorazione, nel bar o nel food &amp; beverage, la storia dell&#8217;Aperol Spritz offre spunti concreti.<\/p>\n\n\n\n<p>Un prodotto con una storia vera \u2014 anche locale, anche minore \u2014 pu\u00f2 diventare un elemento di identit\u00e0 del locale, un motivo per cui un cliente sceglie di tornare, una storia da raccontare. La differenza tra un bar che &#8220;fa lo Spritz&#8221; e uno che costruisce intorno all&#8217;aperitivo un&#8217;esperienza riconoscibile \u00e8 esattamente quella differenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Non serve essere un brand da 3 miliardi di euro per applicare questa logica. Serve capire che il prodotto, la storia, l&#8217;esperienza e la comunicazione visiva sono un sistema \u2014 e che funzionano meglio quando lavorano insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8, in fondo, la lezione pi\u00f9 sottile che il bicchiere arancione ci ha lasciato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/vaphoto.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Z724466-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-993\" srcset=\"https:\/\/vaphoto.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Z724466-819x1024.jpg 819w, https:\/\/vaphoto.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Z724466-240x300.jpg 240w, https:\/\/vaphoto.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Z724466-768x961.jpg 768w, https:\/\/vaphoto.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Z724466-1228x1536.jpg 1228w, https:\/\/vaphoto.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Z724466.jpg 1535w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><em>Andrea Ventura \u2014 fotografo food e consulente di comunicazione in Sicilia. Lavoro con ristoratori, bar e operatori del settore food &amp; hospitality per costruire identit\u00e0 visive e strategie di comunicazione che funzionano. <a href=\"https:\/\/vaphoto.it\">vaphoto.it<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Aperol Spritz nasce da un&#8217;abitudine dei soldati austriaci nell&#8217;Ottocento, che allungavano con acqua i vini veneti troppo forti \u2014 da qui il termine spritzen, spruzzare. Il bitter arancione viene creato nel 1919 a Padova dai Fratelli Barbieri, presentato alla prima Fiera Campionaria della citt\u00e0 dopo sette anni di sperimentazione. Negli anni Cinquanta si fonde con la tradizione dello spritz veneto, diventando il cocktail che conosciamo. La svolta globale arriva nel 2003 con l&#8217;acquisizione da parte del Gruppo Campari, che costruisce intorno al rito dell&#8217;aperitivo italiano una strategia di marketing planetaria. Oggi Aperol \u00e8 il prodotto pi\u00f9 venduto del gruppo, con 360 milioni di bottiglie prodotte l&#8217;anno e una Spritz economy che in Italia vale 4,3 miliardi di euro. Una storia di identit\u00e0 visiva, intuizione imprenditoriale e comunicazione \u2014 con pi\u00f9 di una lezione per chi lavora nel food &#038; beverage.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":990,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"postBodyCss":"","postBodyMargin":[],"postBodyPadding":[],"postBodyBackground":{"backgroundType":"classic","gradient":""},"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-989","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-drink-stories"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Aperol Spritz: storia, origini e impatto economico<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Dall&#039;occupazione austriaca del Veneto ai 4 miliardi di fatturato: la storia dell&#039;Aperol Spritz e cosa ha cambiato nell&#039;economia del food &amp; 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