La storia dell’arancino inizia molto prima del ragù. E molto prima della disputa tra Catania e Palermo su come si chiama, se arancino o arancina. Inizia in Sicilia nel IX-X secolo, sotto la dominazione araba, quando il riso arrivò sull’isola e qualcuno cominciò a mangiarlo a mano, condito con zafferano e carne.

La forma che conosciamo oggi, il nome che usiamo, il ripieno di ragù e piselli: tutto questo è arrivato dopo. Molto dopo. E capire quando e come cambia completamente il modo di guardare questa disputa.

Le origini arabe: riso, zafferano e niente pomodoro

Quando gli Arabi conquistarono la Sicilia nell’827, portarono con sé prodotti che sull’isola non c’erano: riso, zafferano, agrumi, canna da zucchero. Il riso divenne subito un alimento di uso comune, cucinato con brodo, spezie e carne.

L’abitudine di prendere una porzione di riso, darle una forma sferica e portarsela dietro nasce in questo periodo. Era pratico, resisteva qualche ora senza rovinarsi, si mangiava senza piatti. Una versione primitiva di quello che oggi chiamiamo street food.

Non c’era il pomodoro, che in Europa arriva dopo il 1500 con la colonizzazione delle Americhe. Non c’era il ragù nel senso moderno. C’era riso condito con zafferano (da qui il colore giallo dorato, che ricorda un’arancia) e carne tritata o in pezzi.

La corte normanna e il primo documento scritto

La prima attestazione scritta di qualcosa che assomiglia all’arancino compare nel XII secolo, durante la dominazione normanna. Il geografo arabo Al-Idrisi, che lavorava alla corte di Ruggero II a Palermo, descrive usi alimentari della Sicilia che includono piatti di riso conditi e modellati a mano.

La corte normanna aveva assimilato molte abitudini della cultura araba precedente. Il riso con zafferano era un piatto nobile, servito nei banchetti. La versione portatile esisteva già come cibo di strada nei mercati.

In questo periodo la Sicilia era una delle culture alimentari più sofisticate d’Europa. L’incrocio tra tradizione araba, normanna e bizantina produceva piatti che il resto del continente non conosceva ancora.

Il nome arancino: da dove viene

Il nome viene dalla forma e dal colore. “Arancino” significa letteralmente “piccola arancia”. La palla di riso dorata per via dello zafferano ricordava un’arancia: stessa dimensione, stesso colore.

Non è un nome nato per distinguere la variante siciliana da qualcos’altro. È una descrizione visiva diretta: questo oggetto sembra un’arancia in miniatura.

La panatura con il pangrattato e la frittura sono arrivate dopo, probabilmente tra il XVI e il XVIII secolo, come tecnica di conservazione e trasporto. La crosta fritta protegge il riso e lo mantiene compatto più a lungo.

Quando arriva la forma conica (e perché Catania)

La forma conica, tipica di Catania, è documentata dall’Ottocento. L’ipotesi più accreditata è che si ispiri alla forma dell’Etna: un cono con la cima scura (il ripieno di ragù che si vede quando si mangia).

Non c’è una prova definitiva di questa origine. Ma la coincidenza geografica è evidente, e la forma è rimasta caratteristica di Catania e della Sicilia orientale, mentre a Palermo e nel resto dell’isola si è mantenuta la forma sferica.

La differenza di forma è reale e antica. Non è marketing moderno. Ma nasce da tradizioni locali all’interno della stessa Sicilia, non da due invenzioni separate della ricetta base.

Perché la disputa Catania-Palermo non ha senso

La domanda “lo ha inventato Catania o Palermo?” presuppone che ci sia stato un momento preciso in cui qualcuno ha inventato l’arancino. Non è andata così.

L’arancino è il risultato di secoli di trasformazioni graduali. Il riso con zafferano mangiato a mano era già presente in tutta la Sicilia durante la dominazione araba. La forma sferica era comune ovunque. La variante conica è emersa a Catania in un momento successivo, per ragioni locali.

Nessuna delle due città ha inventato l’arancino. Entrambe hanno contribuito a costruirlo nel tempo. La disputa moderna su chi può rivendicare la “paternità” è una disputa su qualcosa che non appartiene a nessuno dei due in modo esclusivo.

Quello che è certo: l’arancino è siciliano. Nasce in Sicilia da una tradizione che viene dall’epoca araba e si trasforma per quasi mille anni prima di diventare quello che mangiamo oggi. Il ragù e i piselli sono arrivati per ultimi.

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Foto di copertina: Peter Benedetti su Pexels