C’è una differenza tra chi fotografa il cibo e chi conosce il cibo.

Se non mi conosci già, io sono Andrea Ventura fotografo food e consulente per la ristorazione, con oltre 10 anni di esperienza nel settore ristorativo e alberghiero in Sicilia.
Quando si parla di fotografia alimentare, l’argomento si fa “piccante”.
A volte capita che un fotografo di matrimoni, senza formazione specifica si cimenti a fotagrafare cibo, ma perchè questo fa male sia a lui che al suo cliente?
Perchè non è solo una questione di tecnica fotografica.
È una questione di sapere cosa succede prima che si alzi il treppiede: nel rapporto con il ristoratore, nella lettura di un piatto, nella comprensione di cosa sta comunicando davvero quello che c’è nel piatto.
Ho costruito questo lavoro nel tempo, affiancando la fotografia a una serie di competenze che vengono direttamente dal mondo food. Non per avere un certificato in più da mettere nel curriculum. Per capire meglio quello che fotografo, e per essere più utile a chi lavora con me.
HACCP: conoscere le regole che regolano ogni cucina
La certificazione HACCP non è un corso generico sulla sicurezza alimentare. È il sistema con cui ogni cucina professionale gestisce i rischi lungo tutta la filiera: dalla conservazione degli ingredienti alla somministrazione del piatto finito.
Averlo studiato significa entrare in una cucina e capire immediatamente la logica degli spazi, dei flussi, delle temperature, delle procedure. Significa non essere d’intralcio durante il servizio, sapere dove posizionarsi, conoscere i vincoli reali che uno chef deve rispettare ogni giorno.
Per un fotografo che lavora in ambienti food professionali, è la base.

Corso AIS: imparare a leggere il vino per raccontarlo meglio
Ho iniziato il percorso di formazione ufficiale AIS Sicilia – Associazione Italiana Sommeliers.

Non per diventare sommelier. Per aggiungere uno strato di comprensione a un settore che fotografo da anni: cantine, agriturismi, ristoranti con carta dei vini curata, produttori siciliani che fanno dell’abbinamento cibo-vino una parte centrale della loro proposta.
Fotografare una bottiglia è semplice. Raccontare visivamente perché quel vino sta in quel calice, su quella tavola, con quel piatto richiede di capire cosa c’è dentro.
Il percorso AIS mi dà un vocabolario preciso: riconoscere un’etichetta, leggere un’annata, capire la struttura di una carta vini, dialogare con il produttore o con il sommelier di sala senza fermarmi alla superficie.
Food Cost: MASTRO
Pensando da consulente e sempre per i ristoratori, ho guidato la creazione di MASTRO – food cost, un software per la gestione del food cost con oltre 20 strumenti, che si pone come supporto per i ristoratori e non vuole essere l’ennesimo costo nascosto mensile che non produce alcun beneficio.

Anni sul campo in Sicilia
Accanto ai percorsi formali, c’è qualcosa che si acquisisce solo lavorando.
Oltre dieci anni di shooting in cucine, ristoranti, agriturismi, cantine e laboratori artigianali siciliani. Ho fotografato il pistacchio di Bronte durante la raccolta e lo stesso pistacchio trasformato in un dessert da chef stellato. Ho seguito la lavorazione della ricotta fresca all’alba e poi il suo utilizzo in un menu degustazione la sera.
Ho capito come funziona un servizio dal lato interno. Come si muove una brigata. Perché un piatto esce in un certo momento e non in un altro. Come cambia un ingrediente tra agosto e novembre.
Questa conoscenza non si vede nelle foto in modo esplicito. Ma si sente nel risultato.

Prossimi passi:
Ho già in agenda un corso di food photography per l’Ottobre 2026 e finito anche il corso di sommelier che già credo di continuare con il 2° livello, ho programmato di effetuare corso come assaggiatore di formaggi ONAF e chiudere il cerchio con un corso di assaggiatore di olio con l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Olio di Oliva – O.N.A.O.O.
Perchè ritengo che per fare la differenza non basti scattare “solo” una bella foto, ma diventa estremamente rilevante conoscere i prodotti e le materie prime.
Cosa cambia per chi lavora con me
Chi sceglie un fotografo food sceglie anche il livello di conversazione che può avere con lui.
Posso parlare con lo chef del bilanciamento di un piatto. Posso discutere con il produttore di vino delle caratteristiche visive di una vendemmia. Posso capire le esigenze di un ristoratore in termini di gestione del servizio senza che debba spiegarmi ogni cosa da zero.
Questo rende il lavoro più veloce, più preciso e più utile.
Come Andrea Ventura fotografo food, non porto solo una macchina fotografica. Porto una comprensione del mondo che fotografo.
Vuoi capire come posso lavorare con la tua attività? Contattami qui.
